Si morse il labbro, com'era solito fare

Lucio Domizio si morse il labbro, com'era solito fare per dominare i suoi accessi di collera, poi disse: «Sono certo che il ragazzo sarà trattato come merita. Voglio però che tu tenga a mente quanto sto per dirti. Se gli succederà qualcosa, qualunque cosa: se cadrà dalle scale, o si farà del male giocando, o nuotando, o se si ammalerà di una qualche grave malattia, anche se farà indigestione per aver mangiato troppo, ti riterrò personalmente responsabile e verrò a cercarti e a chiederti conto, dovunque tu sia». «Osi minacciarmi?» gridò Gallieno. «Osi porre delle condizioni al tuo imperatore?» / Valerio Massimo Manfredi, L'Impero dei draghi, p. 42.

Parole italiane da imparare:

1. mordere, mòr-de-re. (v.tr.) Afferrare fortemente coi denti per lacerare, ferire. Molti animali mordono chi li offende. Gli ha morso una mano. Lo morse a un dito. Il cane ha tentato di morderlo. Mangiando, si è morso la lingua. Addentare, tagliare coi denti. Mordere una mela, un pezzo di pane. Mordeva avidamente il suo panino imbottito. Tagliare, incidere. Questa sega ha perso i denti e morde male il legno. (assolut.) È un cane che non morde. Certi cavalli mordono. (v.rifl.) Morder sé stesso. Mangiando, mi sono morso.

2. esser solito, ès-ser sò-li-to. (locuz.) Solere. È solito alzarsi presto la mattina. Sono solito leggere il giornale dopo pranzo. Erano soliti fare una partita a carte nel caffè sotto casa. Non sono solito uscire la sera. Questa locuzione si costruisce direttamente con l'infinito o con l'inserzione della preposizione di e meno spesso a. Erano soliti di fare una partita a carte nel caffè sotto casa. Non sono solito a uscire la sera.

3. ritenere, ri-te-né-re. (v.tr.) Trattenere, frenare, arrestare. Riteneva la compagnia che voleva andarsene. Ritenere il cibo, l'orina. Trattenere nella mente, tenere in mente, ricordare. Bastava che leggesse due volte la lezione che la riteneva a mente. Giudicare, reputare, stimare, credere, considerare. Ritengo giusto premiarlo. Non ritennero che fosse il caso di avvertirlo. Se lo ritenete necessario, sono pronto ad accettare. (v.rifl.) Frenarsi, contenersi, astenersi. Non si può ritenere dalle risa. Per rispetto mi ritenevo dal dirgli tutto che pensavo di lui. Ritenersi dalle proprie voglie, dai propri istinti. Giudicarsi, stimarsi, considerarsi. Si riteneva un genio, ed era poco meno che uno sciocco. Se lei si ritiene offeso, sa bene come deve comportarsi.

4. dovunque, do-vùn-que. (avv. di luogo) In qualunque luogo dove... Dovunque ci sia un fiume c'è umidità. Andrò dovunque tu voglia. Comune nell'uso, ma non corretto, nel significato compiuto di dappertutto, in ogni luogo: Lo trovo dovunque. Dovunque era silenzio. Più corretto: Lo trovo in ogni luogo. Dappertutto era silenzio.

Tutti eravamo aggrappati a qualche appiglio

Metello raggiunse i suoi. «Uxal è morto» disse. «Perché non mi ha risposto nessuno mentre gridavo aiuto?» «Comandante» disse Luciano «tutti urlavano, e il mare ancora più forte. Non era possibile distinguere un rumore dall'altro in quella confusione. E tutti eravamo aggrappati a qualche appiglio per resistere alla forza delle onde, rattrappiti per il freddo e storditi per la fatica, o da basso a pompare fuori l'acqua. Mi dispiace...» / Valerio Massimo Manfredi, L'Impero dei draghi, p. 173.

Parole italiane da imparare:

1. appiglio, ap-pì-glio. (s.m.) Qualunque cosa a cui ci si possa appigliare, aggrappare, attaccare; punto di sostegno, d'appoggio; appicco. Cercava un appiglio per venir fuori del fosso. Gli scalatori si servono anche dei minimi appigli che offre loro la roccia. Pretesto, scusa, cavillo, occasione. Tutti gli appigli sono buoni per non pagare. Non date appiglio alla maldicenza altrui.

2. rattrappito, rat-trap-pì-to. (p.p. rattrappire, agg.) Contratto, rattratto, aggranchito. Aveva le mani rattrappite per il freddo. Dopo quel lungo viaggio in automobile si sentiva tutto dolorante e rattrappito.

3. stordito, stor-dì-to. (p.p. stordire, agg.) Sbigottito, frastornato. Al terribile annuncio, rimase stordito e non parlò più. Tramortito, svenuto. Cadde a terra stordito. Sbadato, distratto. Che stordito! È venuto a scuola senza libri. (s.m.) È proprio uno stordito!

Poi staccò una mano dal suolo

Dan Qing era vicinissimo. «Ti batti ancora come un barbaro. La forza dello spirito è immensamente più forte di quella del corpo. Guarda!» E, sotto gli occhi stupefatti di Metello, Dan Qing si appoggiò sulle mani a testa in giù alzando le gambe. Il suo corpo era dritto come un palo. Poi staccò una mano dal suolo e restò appoggiato soltanto sull'altra. Metello non credeva a suoi occhi ma Dan Qing cominciò a staccare dal suolo le dita della mano su cui poggiava, una dopo l'altra finché restò soltanto l'indice, teso e duro come una barra d'acciaio. / Valerio Massimo Manfredi, L'impero dei draghi, p. 361.

Parole italiane da imparare:

1. appoggiare, ap-pog-già-re. (v.tr.) Accostare una cosa a un'altra che la sostenga. Appoggiare la scala al muro, la sedia alla parete, il capo alla spalliera, la schiena allo schienale, la vanga all'albero. (v.rifl.) Sostenersi, reggersi. Appoggiarsi al muro, alla sedia, al bastone. Si appoggiò coi gomiti sul davanzale.

2. poggiare, pog-già-re. (v.tr.) Appoggiare. Poggiare la scala al muro. (v.intr.) Star poggiato, essere sostenuto, reggersi. La statua poggia su un alto piedistallo. La costruzione poggiava su un terreno franoso. (v.rifl.) Appoggiarsi. Non poggiatevi alla balaustrata.

3. staccare, stac-cà-re. (v.tr.) Separare ciò che è attaccato; disgiungere, strappare. Staccare una pagina dal quaderno, il francobollo dalla lettera, l'etichetta dalla bottiglia. Con una coltellata gli ha quasi staccato un dito. Staccare un assegno, strapparlo dal blocchetto per effettuare un pagamento. Staccare la luce, la corrente elettrica, interromperne il funzionamento. Allontanare, scostare, rimuovere. Staccare la scrivania dalla parete. Non staccare gli occhi da qualcuno, da qualcosa, fissare, guardare con insistenza. Far risaltare, scandire. Staccare le sillabe, le parole. (v.intr.) Risaltare, spiccare. Una figura che stacca dal fondo. Cessare dal lavoro. A che ora stacchi domani? Stacco fra venti minuti e passo a prenderti. (v.rifl.) Allontanarsi, andarsene, separarsi. Non si stacca dal fidanzato nemmeno per un minuto. L'aereo si stacca dal suolo. Mi si è staccato un bottone. In questo libro tutte le pagine si staccano.